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Salute e Benessere

Con i farmaci gli immigrati costano meno degli italiani al Sistema sanitario.


Presentato ieri il rapporto “Farmaci e immigrati” dell’Istituto superiore di sanità e della Società italiana di medicina delle migrazioni.


Alberto Colaiacomo

L’incidenza degli immigrati sulla spesa farmaceutica italiana incide in modo minimo, quasi per nulla, sul Servizio sanitario nazionale, il 2,6 per cento del totale, tuttavia l’uso dei farmaci tra gli immigrati non è poi così distante da quello degli italiani.
È quanto mette in evidenza il Rapporto sulla prescrizione farmaceutica in un Paese multietnico realizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione tra la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie, Cineca, l’Istituto superiore di sanità, la Società italiana di medicina delle migrazioni e il Consorzio Mario Negri Sud.

La ricerca è stata condotta su una popolazione di oltre 710 mila immigrati regolarmente residenti in 32 Asl sparse in 7 regioni italiane (Umbria e le regioni rientranti nell’Osservatorio Arno-Cineca). Una popolazione pari al 16 per cento circa di quella immigrata presente in Italia, con un’età mediana di 33 anni e con il 53 per cento del campione costituito da donne. Nessun dato, invece, per quel che riguarda gli immigrati senza permesso di soggiorno. Dai dati emerge che il 52 per cento della popolazione immigrata ha ricevuto almeno una prescrizione di farmaci nel corso del 2011, contro il 59 per cento degli italiani. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica pro capite a carico del Sistema sanitario nazionale nel corso dell’anno è stata in media di 72 euro per gli immigrati, contro i 97 euro per i cittadini italiani. Spesa pro capite che è circa il 25 per cento inferiore a quella degli italiani, ma che è in parte dovuta anche da un più importante utilizzo di prodotti unbranded da parte degli immigrati: sono oltre il 33 per cento del totale, rispetto al 24,4 per cento della popolazione italiana. Un dato, spiega la ricerca, che indica inoltre un differenziale di reddito fra la popolazione immigrata e italiana.

Dalla ricerca emerge come gli immigrati, nel periodo considerato, abbiano utilizzato maggiormente alcune tipologie di farmaci rispetto ai cittadini italiani, come gli antidiabetici, i farmaci gastroprotettivi, gli antinfiammatori e analgesici. In particolare, spiega la ricerca, “fra le sostanze più frequentemente prescritte nella popolazione immigrata rispetto a quella italiana ci sono due prodotti antianemici e una pillola contraccettiva”. Meno utilizzati dagli stranieri rispetto agli italiani, gli antidepressivi.

“I risultati dello studio – ha spiegato Giuseppe Traversa, del Centro nazionale epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità – mostrano che il sistema sanitario è in grado di risedere ai bisogni di salute della popolazione immigrata. A parità di età e sesso, l’uso di farmaci nella popolazione immigrata è di poco inferiore a quello osservato nella popolazione italiana”.

Il Rapporto (file PDF - 1,8 MB).



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Un medico
di Fabrizio De André

Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano “gente”
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


“Un medico” è una delle canzoni del concept album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” ispirato ad alcune poesie dell’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.
“Un medico” narra la storia del dottor Siegfried Iseman che vuol curare la povera gente ma è costretto per vivere a vendere pozioni miracolose e finisce in prigione additato da tutti come imbroglione e ciarlatano.


 
Dal Notiziario

18 giugno
Medici stranieri in Italia, medici ebrei e Comunità del mondo arabo uniti per chiedere che la circoncisione sia accettata come pratica medica.
Creare ambulatori specializzati che offrano il servizio con il pagamento di ticket “ragionevoli” per contrastare il mercato nero.

17 giugno
Il ministro Lorenzin interviene alla Conferenza dei prefetti “superare le barriere linguistiche e culturali nell’accesso dei migranti alla salute”.
La titolare della Salute parla anche di interventi per la prevenzione di virus e contagi nel caso di immigrati sbarcati sulle coste.

13 giugno
In Toscana nasce il Centro regionale di salute globale.
Una struttura di riferimento per quanti si occupano a vario titolo di salute globale.

17 maggio
Firenze: corso gratuito per badanti sulla rianimazione cardiopolmonare.
Organizzato da Agenzia Tu di UniCredit con i cardiologi di Como Cuore onlus, è rivolto a assistenti familiari straniere che lavorano regolarmente in Italia.

9 maggio
Solo sei Regioni conformi alle indicazioni ministeriali che prevedono il pediatra di famiglia per tutti i bambini stranieri.
Presentato ieri il Rapporto 2012 di Cittadinanzattiva. La maggior parte delle regioni ha però emanato direttive per adeguarsi.

2 maggio
La Regione Toscana esenta dal ticket sanitario i minori non accompagnati.
La Giunta regionale ha esteso l’esenzione dal ticket per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e l’assistenza farmaceutica anche ai minori “temporaneamente fuori famiglia”.

24 aprile
A Milano, operatori sanitari che parlano la stessa lingua delle pazienti straniere.
In via Molise, 5 (zona Corvetto), nell’ambito del progetto “Donna Dovunque” promosso dalla LILT volto a favorire la cultura della prevenzione tra le donne straniere.

23 aprile
Toscana, in aumento gli immigrati che donano sangue all’Avis.
Secondo i risultati dell’indagine Avis regionale condotta su 162 sedi, dal 2006 al 2013 sono passati da 669 a 2.409. Sono soprattutto romeni, marocchini e albanesi.

16 aprile
Leila, il progetto sulla prevenzione dei tumori femminili rivolto alle donne migranti della provincia di Viterbo.
Gli obiettivi: l’erogazione alle donne immigrate di un servizio di informazione e la realizzazione di uno studio sulle esigenze del territorio della Ausl di Viterbo, in termini di stima di assistenza sanitaria.

14 marzo
Trasparenza e controlli per i cosmetici “halal”. È quanto chiede l’Associazione medici di origine straniera in Italia.
Appello al Ministero della salute per creare un sistema di certificazione.

 
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