ImmigrazioneOggi Focus
< Home News ed Eventi Punti di vista Associazioni in rete Consulenze Salute e Benessere Newsletter Redazione Onlus
 
Focus Accordo di integrazione


14 novembre 2011

Accordo di integrazione: pubblicato il regolamento alla vigilia delle dimissioni del Governo. Al successore di Maroni il compito di predisporre le procedure, in vigore a partire dal 10 marzo 2012.
Il d.P.R. 14 settembre 2011, n. 179, “Regolamento concernente la disciplina dell'accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato”, pubblicato nella GU dell’11 novembre 2011, si applicherà ai cittadini stranieri che giungeranno in Italia dopo il 10 marzo 2012.


Beffa del destino! L’accordo di integrazione, tanto atteso dalla Lega Nord che era riuscita ad inserirlo con un proprio emendamento all’interno del pacchetto sicurezza (legge n. 94 del 2009), diventa operativo proprio alla vigilia delle dimissioni del Governo!
Spetterà al successore di Maroni predisporre gli strumenti tecnici e le procedure che dovranno essere in piena efficienza entro il 10 marzo 2012, data di entrata in vigore del regolamento (d.P.R. 14 settembre 2011, n. 179).
Ecco i punti fondamentali del decreto:
• I destinatari sono solo gli stranieri di età superiore ai sedici anni che fanno ingresso per la prima volta nel territorio nazionale dopo il 10 marzo 2012 e presentano istanza di rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.
• Lo straniero che presenta istanza di permesso di soggiorno allo sportello unico per l’immigrazione presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo o alla questura competente, contestualmente alla presentazione della medesima istanza, stipula con lo Stato un accordo di integrazione redatto secondo il modello A allegato al d.P.R., tradotto nella lingua da lui indicata o se ciò non è possibile, inglese, francese, spagnola, araba, cinese, albanese, russa o filippina, secondo la preferenza indicata dall’interessato. Per lo Stato, l’accordo è stipulato dal prefetto o da un suo delegato. Se lo straniero è un minore di età compresa tra i sedici e i diciotto anni, l’accordo è sottoscritto anche dai genitori o dai soggetti esercenti la potestà genitoriale regolarmente soggiornanti nel territorio nazionale.
• Sono esentati dalla stipula dell’accordo: gli stranieri affetti da patologie o da disabilità tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale; i minori non accompagnati affidati ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184 , ovvero sottoposti a tutela; le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del programma di assistenza ed integrazione sociale di cui all’articolo 18 del testo unico.
• Con la sottoscrizione dell’accordo, lo straniero si impegna ad acquisire: un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2; una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia; una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali. Si impegna a garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori, ad aderire alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione ed a rispettarne i principi.
• Lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa in raccordo con le regioni e gli enti locali che, anche in collaborazione con i centri per l’istruzione degli adulti, possono avvalersi delle organizzazioni del terzo settore e delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nell'ambito delle rispettive competenze e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. Nell’immediato, lo Stato assicura allo straniero la partecipazione ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia entro i tre mesi successivi a quello di stipula dell’accordo. La sessione ha una durata non inferiore a cinque e non superiore a dieci ore e prevede l’utilizzo di materiali e sussidi tradotti nella lingua indicata dallo straniero o se ciò non è possibile, inglese, francese, spagnola, araba, cinese, albanese, russa o filippina, secondo la preferenza indicata dall’interessato.
L’accordo ha la durata di due anni prorogabile di un altro anno, salvo trattarsi di accordo sottoscritto da straniero titolare di permesso di soggiorno di durata un anno.
• L’accordo è articolato per crediti. All’atto della sottoscrizione dell’accordo, sono assegnati allo straniero sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia.
• I crediti devono essere ulteriormente incrementati nella vigenza dell’accordo a seguito della frequenza di corsi di lingua, istruzione, ecc, meticolosamente indicati nell’allegato B) al regolamento. I crediti sono assegnati sulla base della documentazione prodotta dallo straniero nel periodo di durata dell’accordo. In assenza di idonea documentazione, i crediti relativi alla conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia possono essere assegnati a seguito di un apposito test effettuato a cura dello sportello unico anche presso i centri per l’istruzione degli adulti. Infatti, affinché l’accordo si consideri adempiuto, alla scadenza occorre aver conseguito almeno trenta crediti.
• I crediti subiscono decurtazioni nella misura indicata nell’allegato C. La mancata partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione entro tre mesi dà luogo alla perdita di quindici dei sedici crediti. L’inadempimento dell’obbligo scolastico dei minori, salva la prova di essersi, comunque, adoperato per garantirne l’adempimento, determina in ogni caso la perdita integrale dei crediti assegnati all’atto della sottoscrizione e di quelli successivamente conseguiti e la risoluzione dell’accordo per inadempimento.
• Sospensione dell’accordo. L’efficacia dell’accordo può essere sospesa o prorogata, a domanda, per il tempo in cui sussista una causa di forza maggiore o un legittimo impedimento al rispetto dell’accordo, attestato attraverso idonea documentazione, derivante da gravi motivi di salute o di famiglia, da motivi di lavoro, dalla frequenza di corsi o tirocini di formazione, aggiornamento od orientamento professionale ovvero da motivi di studio all’estero. I gravi motivi di salute sono attestati attraverso la presentazione di una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
• La verifica dell’accordo. Un mese prima della scadenza del biennio di durata dell’accordo, lo sportello unico ne avvia la verifica previa comunicazione allo straniero e lo invita a presentare, entro quindici giorni, qualora non vi abbia già provveduto, la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti e la certificazione relativa all’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori o, in assenza, la prova di essersi adoperato per garantirne l’adempimento. Lo straniero è informato anche della facoltà, in assenza di idonea documentazione, di far accertare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia attraverso un apposito test svolto gratuitamente a cura dello sportello medesimo. Nel caso di permesso di soggiorno della durata di un anno, un mese prima della scadenza, lo sportello unico verifica solo la partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione. Se lo straniero non ha adempiuto subisce la decurtazione di quindici crediti.
• La verifica si conclude con l’attribuzione dei crediti finali e l’assunzione di una delle seguenti determinazioni:
a) qualora il numero dei crediti finali sia pari o superiore alla soglia di adempimento, fissata in trenta crediti, purché siano stati conseguiti il livello A2 della conoscenza della lingua italiana parlata e il livello di sufficienza della conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia, è decretata l’estinzione dell’accordo per adempimento con rilascio del relativo attestato;
b) qualora il numero dei crediti finali sia superiore a zero e inferiore alla soglia di adempimento ovvero non siano stati conseguiti i livelli della conoscenza della lingua italiana parlata, della cultura civica e della vita civile in Italia, è dichiarata la proroga dell’accordo per un anno alle medesime condizioni. Un mese prima della scadenza dell’anno di proroga, lo sportello unico attiva la verifica finale riferita all’intero triennio. Qualora persistano le condizioni iniziali il prefetto ne decreta l’inadempimento parziale, di cui terrà conto il questore per l’adozione dei provvedimenti discrezionali di rinnovo o revoca del permesso di soggiorno. Nel caso invece i crediti iniziali fossero stati ulteriormente decurtati fino a zero o inferiore, è decretata la risoluzione con gli effetti indicati nella successiva lettera c);
c) qualora il numero dei crediti finali sia pari o inferiore a zero, è decretata la risoluzione dell’accordo per inadempimento. La risoluzione dell’accordo per inadempimento determina la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale, previa comunicazione, con modalità informatiche, dello sportello unico alla questura “ ad eccezione – stabilisce l’art. 4 bis del testo unico – dello straniero titolare di permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari, per motivi familiari, di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione europea, nonché dello straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare”. Inoltre, precisa il regolamento, “qualora ricorra uno dei casi di divieto di espulsione dello straniero previsti dal testo unico, della risoluzione dell’accordo per inadempimento ai sensi del comma 5, lettera c), tiene conto l’autorità competente per l’adozione dei provvedimenti discrezionali di cui al testo unico”.
Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi il decreto prevede l’istituzione presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno dell’Anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione, completamente informatizzata, dove sono inseriti i dati anagrafici dello straniero, gli estremi dell’accordo, i crediti assegnati e quelli decurtati.
La responsabilità dell’attuazione in ambito provinciale è affidata ai prefetti che promuovono accordi per lo svolgimento delle sessioni di formazione civica e informazione e dei test linguistici e culturali con gli uffici scolastici regionali, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti, le istituzioni scolastiche statali ed altre amministrazioni ed istituzioni statali. Queste forme di collaborazione sono promosse con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Infine, ai consigli territoriali per l’immigrazione è devoluto il compito di promuovere le iniziative a sostegno del processo di integrazione dello straniero, con particolare riferimento alla formazione linguistica. Il tutto nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.
(R.M.)

- Regolamento concernente la disciplina dell’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.
Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 179

- Accordo di integrazione.
Allegati A, B e C.



documentazione  In archivio

5 aprile 2012
A Prato la prima sessione formativa per 17 cittadini cinesi.

3 aprile 2012
Crediti in più per gli immigrati che parteciperanno ai corsi di italiano e tedesco in Provincia di Bolzano.

12 marzo 2012
Testo e brochure informativa in 16 lingue. Nel sito del Ministero dell’interno materiali multilingue per spiegare agli stranieri cosa prevede l’Accordo di integrazione.

8 marzo 2012
Dal 10 marzo in vigore. Chi farà domanda per il permesso di soggiorno con durata non inferiore ad un anno dovrà sottoscrivere l’accordo con lo Stato.

20 gennaio 2012
Probabile rinvio a settembre.

29 luglio 2011
Il Governo approva in via definitiva il regolamento. Le nuove norme in vigore tra quattro mesi.

29 ottobre 2010
La Conferenza unificata non esprime il parere sullo schema di regolamento del Governo e rinvia ad altra seduta.

31 maggio 2010
In 20 punti l’analisi del testo uscito dal Consiglio dei Ministri a cura della Redazione di ImmigrazioneOggi.

21 maggio 2010
Il Consiglio dei Ministri approva il regolamento sul “permesso di soggiorno a punti” che riguarderà solo i futuri immigrati e non gli stranieri già presenti in Italia.

11 febbraio 2010
L’accordo di integrazione indicherà agli immigrati un “percorso naturale” minimale e saranno prevalenti gli aspetti premiali

5 febbraio 2010
Permesso di soggiorno: in arrivo il regolamento sull’Accordo di integrazione che dovrà essere sottoscritto solo dagli immigrati che arriveranno in Italia dopo l’approvazione.





 
 
 
© 2006-2013, Studio Immigrazione