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28 ottobre 2013
Consiglio europeo: “principio di solidarietà” e potenziamento di Frontex. Tutto il resto rimandato a giugno 2014.
Le elezioni europee e la paura di “populismi” pesano sul rinvio delle misure concrete dei 28. Sempre più determinante il semestre a guida italiana. Il testo delle conclusioni.

Accettazione del principio di solidarietà, in base al quale gli sbarchi di immigrati non possono essere un problema gestito solo dagli Stati che si affacciano sul mare; accordo sulla necessità di un’azione determinata per evitare drammi umani e di cooperare con i Paesi dai quali emigrano migliaia di persone disperate “per fronteggiarne le cause e sviluppare una politica per i ritorni”. Sì a una serie di misure per l’emergenza: rafforzamento di Frontex, l’agenzia di gestione delle frontiere e l’attuazione rapida del nuovo sistema di sorveglianza dei mari. Sono queste le conclusioni del Consiglio europeo, che ha accolto la richiesta dell’Italia – spalleggiata da Francia, Grecia, Spagna, Malta e Cipro – di discutere, sulla scia della tragedia di Lampedusa, già nel summit del 24 e 25 dicembre le questioni migratorie.
Restano aperti tutti i temi del “medio termine” a cominciare dalla “divisione” delle responsabilità che chiama in causa gli Stati nei quali gli immigrati si distribuiscono da sud e da sud-est.
Tutto è stato rimandato a giugno: nessun Governo vuole affrontare le elezioni europee con un argomento così scottante per paura di alimentare un voto euroscettico.
Ecco i cinque paragrafi del testo delle conclusioni del vertice sulla questione immigrazione:
“46. Il Consiglio europeo esprime profonda tristezza per la recente e tragica morte di centinaia di persone nel Mediterraneo che ha sconvolto tutti gli europei. Sulla base dell’imperativo della prevenzione e della protezione e ispirandosi al principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità, occorre intraprendere un’azione decisa per prevenire la perdita di vite in mare e per evitare che tali tragedie umane si verifichino nuovamente.
47. Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di affrontare le cause profonde dei flussi migratori potenziando la cooperazione con i paesi di origine e di transito, anche attraverso un appropriato sostegno dell’Ue allo sviluppo e un’efficace politica di rimpatrio. Chiede inoltre una cooperazione più stretta con le pertinenti organizzazioni internazionali, in particolare l’Unhcr e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni nei Paesi terzi interessati. Occorre intensificare la lotta contro la tratta e il traffico di esseri umani non soltanto nel territorio degli Stati membri dell’Ue ma anche nei Paesi di origine e di transito. Inoltre, il Consiglio europeo chiede di rafforzare le attività di Frontex nel Mediterraneo e lungo le frontiere sudorientali dell’Ue. La rapida attuazione da parte degli Stati membri del nuovo sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) sarà determinante per facilitare il rilevamento delle navi e degli ingressi illegali, contribuendo a proteggere e salvare vite umane alle frontiere esterne dell’Ue.
48. Il Consiglio europeo invita la task force per il Mediterraneo, di recente istituzione, guidata dalla Commissione europea e comprendente Stati membri, agenzie dell’Ue e il Seae, a individuare – sulla base dei principi di prevenzione, protezione e solidarietà – le azioni prioritarie per un utilizzo a breve termine più efficiente delle politiche e degli strumenti europei. La Commissione riferirà al Consiglio nella sessione del 5-6 dicembre 2013 in merito ai lavori della task force al fine di prendere decisioni operative. La presidenza riferirà al Consiglio europeo a dicembre.
49. Il Consiglio europeo ritornerà sulle questioni dell’asilo e della migrazione in una prospettiva più ampia e più a lungo termine nel giugno del 2014, quando saranno definiti orientamenti strategici per l’ulteriore programmazione legislativa ed operativa nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia”.
(Maria Rita Porceddu)



 
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