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03 agosto 2012
Lavoro, 973 euro la retribuzione media dei dipendenti stranieri, il 25% in meno degli italiani.
Per gli immigrati al nord stipendi più alti e più vicini agli italiani. Per le donne solo 790 euro al mese.


In media un dipendente straniero percepisce 973 euro al mese, 316 euro in meno di un dipendente italiano (il 24,5% in meno). Nelle regioni settentrionali, soprattutto del NordEst (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) la busta paga è “più ricca” e vi è un minor differenziale con gli italiani. Le donne straniere guadagnano appena 790 euro al mese, nessun vantaggio salariale per gli stranieri più istruiti, migliori retribuzioni per chi lavora nei settori della manifattura e nelle costruzioni, più basse per chi opera nei servizi alle persone e alle imprese.
Questi alcuni risultati di uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato le retribuzioni mensili dei dipendenti stranieri nel quarto trimestre 2011.
Dallo studio emerge che nelle aree settentrionali gli stranieri guadagnano mediamente di più rispetto agli stranieri che lavorano nel Mezzogiorno: si tratta di comparare ad esempio i 1.113 euro al mese di un immigrato che lavora in Friuli Venezia Giulia e i 674 euro di uno straniero in Calabria. Ma il Sud si differenzia anche per il maggiore gap retributivo tra dipendenti stranieri e italiani che, in Campania, oltrepassa i 500 euro.
I dipendenti stranieri di sesso maschile, oltre a recepire un salario mensile mediamente più alto delle donne (1.122 euro contro 790), mostrano dei divari retributivi meno ampi rispetto alle retribuzioni dei dipendenti italiani dello stesso sesso: si tratta del 20,5% in meno per i maschi rispetto al 30,5% delle donne.
Le retribuzioni percepite da coloro che hanno un basso livello di istruzione (nessun titolo, licenza elementare e licenza media) non differiscono di molto da quanti invece hanno il diploma superiore.
I dipendenti stranieri nel settore dei trasporti sono quelli che guadagno di più (1.257 euro); seguono quelli del comparto della manifattura, delle costruzioni, dell’istruzione/sanità/servizi sociali e del commercio le cui retribuzioni superano i 1.000 euro mensili. Al di sotto di questa cifra si collocano i dipendenti degli alberghi, del settore primario, dei servizi alle imprese e dei servizi alle persone (con appena 717 euro).
“La disparità salariale tra stranieri e italiani non deriva esclusivamente dall’origine immigrata dei dipendenti” affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “quanto da elementi che, combinati, determinano uno svantaggio salariale: la professione ricoperta dagli stranieri, la loro bassa qualifica, l’occupazione nei settori di attività dalla più bassa produttività in cui sono impiegati, l’età giovane della manodopera, non permettono di raggiungere una sufficiente anzianità retributiva”.
(Red.)

 
 
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