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4 settembre 2009
Fini: voto alle amministrative, cittadinanza con lo ius soli, integrazione per le giovani generazioni di immigrati sono le “grandi sfide della democrazia” che attendono l’Italia.
“Fino a quando la nostra democrazia potrà permettersi di escludere una parte crescente di residenti sul proprio territorio sui processi decisionali che riguardano tutti, italiani e non?”.
“Una delle grandi sfide della democrazia”. Gianfranco Fini parla così dell’esigenza di rivedere il concetto di cittadinanza includendo i cittadini stranieri nel nostro Paese al 42° convegno delle Acli iniziato ieri a Perugia.
Il Presidente della Camera condivide la proposta delle Acli di dare la cittadinanza ai giovani di origine straniera attraverso lo jus soli. “Ritengo - ha dichiarato Fini - che sia cruciale e indispensabile per la nostra comunità politica preparare fin da oggi il futuro di italiani di questi ragazzi”. Il Presidente della Camera guarda all’esperienza di altri Paesi, come la Germania che “ha cambiato la legge sulla concessione della cittadinanza, rendendo questa accessibile agli immigrati di seconda generazione”. Fini parla di “uno ius soli magari temperato».
Il Presidente della Camera definisce inoltre “potenzialmente molto più italiani dei nipoti di nostri immigrati in Argentina o in Brasile, i campioni juniores del cricket”. Questi ragazzi, prosegue il Presidente della Camera sono figli di bengalesi, indiani o di altre nazionalità ma “vivono qui, vanno a scuola qui e quelli sì che parlano il dialetto...”.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha invitato anche a riflettere sulla possibilità di “estendere agli stranieri il diritto di voto in occasione delle elezioni locali e regionali”.
Inoltre ha osservato che “ci troviamo di fronte ad una contraddizione che non può essere negata e che può produrre, in prospettiva, tensioni sociali e determinare nuove forme di emarginazione”. “C’è da chiedersi - ha sottolineato Fini - fino a quando la nostra democrazia potrà permettersi di escludere una parte crescente di residenti sul proprio territorio sui processi decisionali che riguardano tutti, italiani e non? È un problema da affrontare con scelte lungimiranti”.
(Red.)
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