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Salute e Benessere

Progetto Foreign Women Cancer Care

Una rete per facilitare l’accesso delle immigrate alla prevenzione e alla cura dei tumori femminili.


Iniziativa prima classificata tra 900 progetti e finanziata dal Ministero dell’interno nell’ambito del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi 2007-2013. Capofila gli IFO, in partenariato con AIMaC, Fatebenefratelli e CRS - Caritas e con la collaborazione e il patrocinio del Centro per la Pastorale della Salute del Vicariato di Roma.

Roma, 5 agosto 2013 - In Italia meno del 50% delle donne immigrate, nella fascia raccomandata (25-64 anni), si sottopone a pap test per la diagnosi precoce del carcinoma della cervice uterina, contro il 72% delle donne italiane. La mammografia viene eseguita dal 43% delle donne straniere contro il 73% delle italiane, nei programmi di screening. I dati epidemiologici (registri-tumori.it) mostrano che il tasso di incidenza del cancro è strettamente correlato alla fruibilità dei programmi di prevenzione e screening che consentono una diminuzione fino all’80%.
A Roma, secondo le indicazioni fornite dal Regina Elena - IFO e Fatebenefratelli, partner del progetto, gli immigrati spesso arrivano alle strutture sanitarie quando il cancro è già in uno stadio molto avanzato.
Il mancato ricorso ai programmi di prevenzione e screening e la disparità esistente tra donne italiane e quelle immigrate a causa della mancanza di informazione e di barriere socio-culturali sono i punti cardine da cui parte il progetto pilota Foreign Women Cancer Care. Una rete territoriale per facilitare l’accesso alla prevenzione e alla cura dei tumori femminili.

Il programma viene realizzato dagli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma (IFO), l’Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMaC), l’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma e la Cooperativa Roma Solidarietà – Caritas di Roma (CRS), con la collaborazione e il patrocinio del Centro per la Pastorale della Salute del Vicariato di Roma, ed è finanziato dal Ministero dell’interno, nell’ambito del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi 2007-2013. Il progetto pilota ha durata annuale e si concluderà nel 2014.

L’obiettivo del progetto è favorire, attraverso un processo di empowerment delle donne straniere presenti sul territorio del Comune di Roma, una maggiore assunzione di responsabilità riguardo al proprio stato di salute. Come? Facilitando l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale (SSN) allo stesso livello dei cittadini nazionali e senza discriminazioni. Informare la donna per arrivare a tutta la famiglia, poiché in ogni cultura è sempre la donna il fulcro dell’educazione sanitaria di tutto il nucleo familiare.
In pratica si intende garantire un adeguato accesso ed una cura oncologica di qualità ai cittadini immigrati presenti sul territorio del Comune di Roma, attraverso la riduzione delle barriere socio-culturali ed economiche, la risposta ai bisogni psico-sociali, il potenziamento della consapevolezza delle disparità razziali ed etniche, la formazione degli operatori alla competenza culturale, l’incremento della partecipazione di queste popolazioni ai programmi di prevenzione e cura, nonché l’eventuale inserimento in trials clinici ed il loro coinvolgimento nelle scelte terapeutiche.

Gli immigrati presenti sul territorio italiano pur avendo il diritto ad accedere alle strutture sanitarie per la prevenzione (D.ivo 286/98) di fatto non ne usufruiscono per vari motivi. Il dato che i centri coinvolti rilevano è l’elevata incidenza relativa in particolare al cancro della mammella e della cervice uterina, insieme ad elevati livelli di distress psicologico e di conseguenza peggiore Qualità di Vita.

Da qui l’importanza di promuovere la prevenzione e l’informazione rispetto al cancro con un articolato programma per favorire al massimo l’accesso alle prestazioni del SSN.


La scheda di sintesi del progetto

Progetto Foreign Women Cancer Care. Una rete territoriale per facilitare l’accesso alla prevenzione e alla cura dei tumori femminili

Gli I.F.O. – Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, l’AIMaC - Associazione Italiana Malati di Cancro, l’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma e la Cooperativa Roma Solidarietà– Caritas di Roma (CRS), con la collaborazione e il patrocinio del Centro per la Pastorale della Salute del Vicariato di Roma, hanno ideato e dato avvio al progetto pilota “Foreign Women Cancer Care. Una rete territoriale per facilitare l’accesso alla prevenzione e alla cura dei tumori femminili” finanziato dal Ministero dell’Interno, nell’ambito del Fondo Europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi 2007-2013.
Obiettivo del progetto è quello di favorire, attraverso un processo di empowerment delle donne straniere presenti sul territorio del Comune di Roma, un’assunzione di responsabilità riguardo al proprio stato di salute, facilitando, quale base essenziale per una migliore integrazione, l’accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) su un piede di parità con i cittadini nazionali e in modo non discriminatorio.
La scelta dell’intervento si basa sulla volontà di individuare strategie in grado di garantire un adeguato accesso e una cura oncologica di qualità ai cittadini immigrati presenti sul territorio del Comune di Roma, attraverso la riduzione delle barriere socio-culturali ed economiche, la risposta ai bisogni psico-sociali, il potenziamento della consapevolezza delle disparità razziali ed etniche, la formazione degli operatori alla competenza culturale, l’incremento della partecipazione di queste popolazioni ai programmi di prevenzione e cura, nonché l’eventuale inserimento in trials clinici ed il loro coinvolgimento nelle scelte terapeutiche. Gli immigrati presenti sul territorio italiano hanno il diritto sancito della legge 40/98 di accedere alle strutture sanitarie. Il riconoscimento formale però non corrisponde a una vera presa in carico, e anche le esperienze di volontariato nate per rispondere a questo bisogno reale, scontano il limite di una incerta integrazione con i servizi pubblici.
Nella popolazione di immigrati che vive a Roma, stante un livello molto basso di prevenzione, sono stati rilevati elevati livelli d’incidenza relativi al cancro della mammella e della cervice unitamente ad elevati livelli di distress psicologico e peggiore Qualità di Vita. La disparità nella prevenzione del cancro, che rappresenterebbe invece la prima cura, può dipendere da diverse barriere socio-culturali che limitano l’accesso agli screening. Gli immigrati arrivano alle strutture sanitarie spesso quando il cancro è già in uno stadio molto avanzato. Ecco perché è molto importante promuovere la prevenzione e l’informazione rispetto al cancro.
Il progetto pilota ha durata annuale e si concluderà a giugno 2014. Se i risultati ottenuti saranno giudicati soddisfacenti in termini di miglioramento dell’integrazione e dell’accesso dei cittadini stranieri alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il modello “Foreign Women Cancer Care” verrà riproposto a livello nazionale.

 
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