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Salute e Benessere

Sono le mamme straniere le più esposte alla depressione post partum.

Tra i fattori le difficoltà linguistiche e la mancanza di una rete familiare.


Alberto Colaiacomo

Sono le donne straniere, soprattutto quelle di recente immigrazione, le più esposte alla depressione post partum. È quanto emerge da una ricerca sulle neo mamme svolta fra il 2008 e il 2011 in Lombardia, che conferma come la depressione in gravidanza sia aggravata dalla crisi economica. L’ha presentata Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, precisando che lo studio ha coinvolto 367 donne con depressione perinatale, di cui 189 donne in gravidanza e 178 nel post partum.

“Il profilo emerso – afferma lo psichiatra – conferma dunque, l’importanza della patologia pregressa e del sostegno lavorativo e familiare”. Secondo lo studioso, le donne immigrate, sono più esposte alla depressione, perché presentano maggiori fattori di rischio. Tra questi lo stress derivante dal processo di acculturazione, le difficoltà linguistiche e culturali che limitano l’accessibilità ai servizi sanitari e sociali, la mancanza di un supporto familiare. In Italia il 16% delle donne presenta durante questo momento della vita disturbi dell’umore (tra 55mila e le 80mila). Ma si tratta di dati arrotondati per difetto. Per questo è nata A Smile for Moms (Un sorriso per le mamme), iniziativa promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) con sei Centri di riferimento (Milano, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Ancona), considerati un’eccellenza nella cura di questa patologia.

Per ogni altra informazione, è a disposizione di tutte le mamme un sito internet dedicato: www.depressionepostpartum.it.



 
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