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Salute e Benessere

Con la crisi economica aumentano gli infermieri stranieri.

Studio comparato della Federazione europea delle associazioni infermieristiche, in Italia con i tagli alla sanità aumentano gli infermieri stranieri con salari più bassi.


Alberto Colaiacomo

La crisi economica pesa anche sugli infermieri e sul settore infermieristico. È quanto emerge da uno studio comparativo di 34 Paesi europei realizzato dalla Federazione europea delle associazioni infermieristiche (Efn). Secondo il rapporto, infatti, negli ultimi tempi si è assistito ad una riduzione dei posti di lavoro in tutta Europa, al taglio degli stipendi degli infermieri, al congelamento dei salari e a minori percentuali di assunzioni e di mantenimento dei posti di lavoro.

"In tutta Europa tutto ciò si è tradotto – spiega il segretario generale dell’Efn, Paul de Raeve – in maggiore lavoro per gli infermieri per poter mantenere standard di qualità. Senza dimenticare che la mancanza di attrezzature, le forniture ridotte e il personale inadeguato mette quotidianamente a rischio la vita dei pazienti". Quanto all’Italia, il quadro che emerge dal rapporto rivela un aumento di assunzioni di infermieri provenienti dall’estero e una diminuzione di posti di lavoro effettivamente pubblicizzati.

Si rilevano inoltre la chiusura di ospedali e strutture sanitarie, il fatto che l’educazione infermieristica abbia ricevuto meno fondi rispetto all’educazione medica e che l’assistenza domiciliare e quella agli anziani sia spesso affidata ad immigrati senza qualifiche.
Questa situazione – si legge in una nota – ha spinto l’associazione nazionale italiana degli infermieri a chiedere che sia sviluppata una legislazione che regolamenti la selezione degli operatori sanitari.

Il testo integrale (file PDF, 1 MB).

 
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