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Salute e Benessere

Giovani, in salute ed attenti alla dieta: la fotografia degli immigrati di Cesena realizzata dalla Ausl.

Lo studio conferma anche la poca conoscenza dei servizi sanitari.


Alberto Colaiacomo

Più giovani, in salute, fumano meno degli italiani ma sono anche meno consapevoli dei servizi sanitari presenti nel territorio. È la fotografia dei cittadini stranieri che emerge dell’indagine dell’Unità operativa di epidemiologia e comunicazione dell’Azienda sanitaria di Cesena.

Lo studio ha come obiettivo la conoscenza dei bisogni e della domanda di salute della popolazione immigrata, un decimo della popolazione cesenate, per favorire una programmazione sociale e sanitaria sempre più in grado di ridurre le diseguaglianze tra i cittadini.

Il tasso medio di parti per 1.000 donne in età feconda – riporta l’Ausl – è risultato pari al 74% per le donne straniere, rispetto al 35% di quelle italiane: nel 2010 i parti di donne immigrate sono stati circa un quarto (456) di quelli totali. Le mamme nate al di fuori dell’Italia partoriscono nel 60% dei casi a meno di 30 anni (rispetto al 25% delle partorienti italiane), fumano di meno durante la gravidanza (3% contro 8%), allattano al seno per più tempo (fino al quinto mese per l’81% contro il 63% delle italiane) e hanno maggiori difficoltà a tornare al lavoro dopo la nascita di un figlio (a 2 anni di distanza ci riesce solo il 28% rispetto al 69% delle italiane), anche a causa della mancanza di una rete parentale di sostegno nella cura del bambino.

Sul fronte degli stili di vita e dei comportamenti a rischio, risulta che rispetto agli italiani gli stranieri, in particolare coloro che risiedono nel territorio da più tempo, percepiscono in modo migliore il proprio stato di salute, fumano meno (26% rispetto al 34% degli italiani), sono in minore percentuale bevitori a rischio (14% contro 22%), utilizzano più spesso le cinture di sicurezza (91% contro 89%), ma sono anche più sedentari (28% rispetto al 19% degli italiani) e si sottopongono meno spesso a controlli preventivi sul proprio stato di salute (il 36% non ha mai effettuato un test di colesterolemia, rispetto al 17% degli italiani). Complessivamente, nel 2010 i ricoveri ospedalieri di cittadini stranieri sono stati 2.390, pari al 7% del totale e in linea con il dato regionale.

Il report integrale (file PDF, 134 KB).

 
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