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Salute e Benessere

L’Oms lancia l’allarme sull’aumento degli aborti illegali: in Italia preoccupa la situazione delle donne immigrate.

Uno studio pubblicato su Lancet: “aumentare le informazioni sulle giovani generazioni di immigrati”.


Alberto Colaiacomo

Nel mondo sono in aumento gli aborti illegali e pericolosi per la salute mentre in Italia preoccupa seriamente la situazione delle donne immigrate che, pur essendo il 6 per cento del totale, hanno eseguito un terzo delle interruzioni di gravidanza. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Oms e dall’istituto statunitense Guttmacher e pubblicato sulla rivista Lancet.

Dai numeri elaborati dai ricercatori emerge che il tasso di aborti ogni mille donne tra i 15 e i 44 anni è stato di 29 nel 2003 e 28 nel 2008, mentre nel 1995 era di 35. Questo plateau non riguarda però le interruzioni unsafe, cioè illegali o pericolose per la salute, che sono ormai metà del totale mentre sedici anni fa erano il 44%.
“Lo stop nel calo del tasso di aborti coincide con la scoperta da parte dell’Onu di un analogo plateau nell’uso di contraccettivi nel mondo – spiegano gli esperti – abbiamo anche trovato che i tassi di aborto sono più bassi nelle regioni caratterizzate da una legislazione più liberale. Le morti e le disabilità che risultano dagli aborti clandestini sono interamente prevenibili, ma nonostante ciò il 13% di tutte le morti delle mamme continua ad essere il risultato di aborti non sicuri”.

Nell’ultimo anno considerato si sono avuti 43,8 milioni di aborti. A livello regionale il numero di interruzioni diminuisce lievemente in Europa e Nord America, è stabile in Oceania mentre aumenta moderatamente in Africa, Asia e America del Sud. In Africa, sottolinea il rapporto, il 97% degli aborti non è sicuro per le mamme: “Le gravidanze indesiderate avvengono ovunque - scrivono Gilda Sedgh e Iqbal Shah, i principali autori dello studio - Se si vogliono raggiungere gli obiettivi dell’Onu sul benessere delle donne è necessario introdurre misure per migliorare i servizi di pianificazione familiare e l’efficacia dell’uso dei contraccettivi, oltre ad assicurare l’accesso a un’interruzione di gravidanza sicura per la salute”.

Per quanto riguarda l’Italia, le cifre dell’ultimo rapporto del Ministero della salute sulla legge 194 sono inferiori alla media mondiale, con 7,2 aborti ogni mille donne nel 2008: “Un dato che colpisce riguardo al vostro Paese – ha spiegato Sedgh all’agenzia Ansa – è che anche se solo il 6% della popolazione è straniera, più del 30% delle interruzioni è stata chiesta da immigrate”. D’accordo con la considerazione anche Giorgio Vittori, past president della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo): “La nostra legge è ampiamente riconosciuta come una delle migliori al mondo – conferma Vittori – i settori dove si dovrebbe ancora intervenire sono le adolescenti, i cui aborti sono invece costanti, e proprio le immigrate recenti. Sarebbe necessario potenziare i servizi di assistenza dati dai consultori, soprattutto nei confronti delle giovani, che possono trasmettere le informazioni al resto della famiglia che magari è meno integrata”.

 
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