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Salute e Benessere

Infortuni e tecnopatie nei lavoratori immigrati: considerazioni sul fenomeno e misure preventive.

Mariano Innocenzi, dirigente medico di 2° livello presso le sedi Inail di Roma Nomentano, Tivoli e Rieti;
Elisa Saldutti, dirigente medico di 1° livello della Sovrintendenza medica Inail;
Lucina Mercadante, professionista CONTARP dell’Inail – D.C. prevenzione

Abstract della relazione presentata alla conferenza su “Immigrazione, medicina del lavoro e cooperazione internazionale” organizzata dall’Associazione medici stranieri in Italia (A.M.S.I.) il 12 novembre 2011 presso l'Ospedale Sandro Pertini, con la collaborazione di OMCeO di Roma, Inail-Lazio, Dipartimento di medicina del lavoro dell’Università di Roma La Sapienza, Acli, Asl Rm B.


Le emergenze patologiche dei lavoratori immigrati sono connesse ad eventi traumatici occorsi in ambiente di lavoro o in contesti aventi finalità lavorative, in situazioni configurabili come infortuni sul lavoro, la cui competenza è istituzionalmente attribuita all’Inail (Istituto nazionale infortuni sul lavoro). Di recente, inoltre, con la incorporazione dell’istituto di previdenza Ipsema, l’Inail ha acquisito anche la competenza dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro dei lavoratori del comparto marittimo.

Lo studio del fenomeno infortunistico lavorativo in Italia ha evidenziato nel corso del 2010 una riduzione del numero degli eventi lesivi tutelati dall’Inail; analogamente una significativa riduzione hanno avuto gli infortuni mortali.
A fronte di tali dati confortanti è stato riscontrato un lieve decremento di infortuni in lavoratori stranieri ma con maggior ricorrenza di gravi politraumatismi e di decessi legati a cause lavorative.
In particolare il dato di crescita ha riguardato la frequenza degli infortuni occorsi ai lavoratori occupati in agricoltura, edilizia e quelli che operano sulla strada (autotrasportatori merci, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale etc.) anche se il numero di infortuni mortali per questo tipo di evento è in calo. Significativo appare il dato relativo all’aumento degli infortuni nel settore dei servizi (colf e badanti) caratterizzato dalla crescita continua del numero degli occupati, soprattutto nella componente straniera: su 4 infortuni, 3 colpiscono proprio persone nate all’estero.
I dati in nostro possesso confermano tali tendenze in tutti i comparti ed una sostanziale uniformità sul territorio nazionale, con alcuni picchi nelle regioni del Nord Est.

I fattori che sono alla base di tali eventi sono da ricercare nella imperfetta conoscenza della lingua italiana, nella carente formazione specifica in merito ai rischi lavorativi, nelle situazioni di irregolarità che spesso caratterizza queste attività lavorative; in stili di vita che prevedono talora il consumo di alcool in quantità che possano determinare una riduzione dell’individuazione dei rischi connessi ad attività lavorative già di per sé pericolose.
Nella nostra esperienza quest’ultimo aspetto può ritenersi confermato in situazioni specifiche quali ad esempio nell’infortunio in itinere.

L’Inail della Regione Lazio ha attuato da alcuni anni iniziative tendenti alla sensibilizzazione del fenomeno mediante iniziative pubbliche, divulgazione di conoscenze di carattere preventivo in libretti illustrativi e diffusione di materiale illustrativo su supporti informatici.
L’obiettivo principale rimane comunque la “prevenzione dell’evento infortunistico” che Inail persegue anche a seguito del recente riposizionamento nel moderno modello di welfare del Paese: prevenzione quale “asset strategico” fondamentale alla esplicitazione di una “mission e di una governance” tese a ridurre negli anni infortuni e malattie professionali.
Ciò si inserisce ovviamente in un più ampio contesto di dinamiche politiche, economiche e soprattutto sociali, che mirano a fare dell’impresa una impresa etica, secondo l’accezione di “responsabilità sociale di impresa” ormai ai più nota.

Il tema della RSI ben si presta peraltro a politiche prevenzionali a tutela della SSL, come peraltro più volte richiamato all’interno del d.lgs. 81/08 e s.m.i, che invita a sostenere attività promozionali di una cultura della sicurezza fortemente orientata alla prevenzione, invitando ad adottare scelte e misure secondo principi di responsabilità sociale.
La forza di tali iniziative attinge soprattutto al sistema di rete fra “stakeholder” che deve vedere coinvolte tutte le istituzioni pubbliche e private impegnate sul fronte della salute e della sicurezza degli ambienti di lavoro, unitamente ai medici di base, alle università, agli enti di patrocinio, alle associazioni rappresentative, tra le quali AMSI che potrebbe rappresentare, ai fini della piena integrazione nell’ambiente lavorativo dei lavoratori stranieri, il tramite di nuove conoscenze e di percorsi formativi per comunità di cittadini e lavoratori lontani per cultura e talora costretti ad operare in ambienti insalubri ed in situazioni segnate dalla discriminazione.

 
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