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Salute e Benessere

Alla mamma tutto è permesso

Si chiama “Progetto Cicogna” e si rivolge alle gestanti e neomamme straniere. Cos’è? Un servizio on line che garantisce una serie di agevolazioni e una via semplificata per la richiesta del permesso di soggiorno.

di Carlotta Caroli

Il punto chiave del progetto è la chiarezza e già solo per questo la faccenda si presenta bene. Se poi la chiarezza è per far conoscere ad ognuno i suoi diritti, allora diventa veramente una bella notizia. Una bella notizia tra la miriade di notizie che parlano di indifferenza, violenza, intolleranza è come una boccata d’aria di montagna dopo un anno intrappolati in città. È come quando su una porta vedi appeso un fiocco rosa o celeste e capisci che la cicogna continua a fare il suo mestiere e non è andata in pensione né si è estinta. E allora pensi che si può tirare un sospiro di sollievo e uno di speranza. Questa buona notizia, che dalla cicogna prende il nome, ha proprio a che fare con la gravidanza, i bambini, l’attesa e tutto il resto. Ma procediamo con ordine. Il diritto alla procreazione ce l’hanno tutte le donne e la gravidanza è una condizione fisiologica (e non una patologia) che deve essere tutelata dal punto di vista giuridico come da quello sanitario. Con la gravidanza devono essere tutelati anche tutti i diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Ma ci sono sempre le eccezioni e ci sono sempre i però. Quindi se una donna è incinta forse è meglio che trovo il modo di licenziarla e, se è straniera, lasciamo proprio stare. Invece no. C’è chi ha creduto nell’importanza dei diritti e ne ha fatto un uso sapiente, dando alla luce il “Progetto Cicogna” realizzato dalla Questura di Milano, dalle ASL delle Province di Milano e Monza Brianza, sotto il coordinamento della Direzione Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale della Regione Lombardia. È un progetto per la tutela dei diritti delle donne e per garantire loro una modalità semplificata e veloce di rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche che ha aperto i battenti il 18 luglio 2011.

Ecco come funziona. Il progetto è online e consultabile all’indirizzo www.progettocicogna.it, dove, oltre ad una parte informativa multilingue, è prevista un’area riservata a cui accederà esclusivamente il personale sanitario che certifica lo stato di gravidanza della donna straniera senza permesso di soggiorno. Tramite i consultori familiari delle Asl di Milano e Monza e Brianza sarà possibile chiedere e ottenere un appuntamento che consentirà di essere ricevuti presso gli uffici della Questura di Milano per il tempo necessario al rilascio del titolo di soggiorno valido solo sul territorio nazionale e che avrà una durata di 6 mesi dalla data del parto. Con il permesso temporaneo di soggiorno la futura mamma potrà richiedere la tessera sanitaria e avere così diritto ad accedere gratuitamente alle cure e agli esami medici previsti dalla normativa secondo il periodo di gravidanza.

Le informazioni sul sito del Progetto Cicogna sono disponibili in inglese, francese, spagnolo, arabo e cinese.
Basta saperlo che non si è sole. Poi quando non si è sole è più facile.

Per saperne di più

Nel 2001 è stato emanato in Italia il decreto legislativo n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) il quale, oltre a tutelare la maternità sotto il profilo strettamente biologico della salute della donna, introduce una nuova visione di protezione e tutela della maternità che concentra la propria attenzione sul bambino, riconoscendo finalmente il valore sociale della maternità e il diritto alla paternità, restituendo così anche al padre un ruolo attivo e partecipe. Le opportunità e la tutela si applicano a tutte le donne, italiane e straniere, senza alcuna distinzione e si armonizzano perfettamente con le disposizioni di cui al d.lgs. n. 286 del 25.07.1998 recante “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.

L’art. 19, comma 2, lettera d) stabilisce espressamente che non è consentita l’espulsione nei confronti delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita. Il potere di espulsione, inoltre, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 376 del 2000, è temporaneamente sospeso, per il medesimo periodo, anche nei confronti del marito convivente.
Pertanto tutte le donne straniere in gravidanza che si trovano in Italia prive di regolare permesso di soggiorno, hanno diritto a richiedere e ottenere un permesso temporaneo di soggiorno per cure mediche (art. 28 D.P.R. 394/99 in combinato disposto con art. 19, c 2, lettera d) d.lgs. 286/98) per loro stesse e per il proprio coniuge convivente.


 
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