ImmigrazioneOggi Rubriche
< Home News ed Eventi Punti di vista Associazioni in rete Consulenze Salute e Benessere Newsletter Redazione Onlus
Salute e Benessere

Il percorso nascita delle donne straniere

a cura della
Società italiana di medicina delle migrazioni (SIMM)

Dagli atti dell’XI Congresso Nazionale
19-21 maggio 2011

Lauria L., Grandolfo M., Forcella E., Spinelli A., Lamberti A., Bucciarelli M., Andreozzi S. e il gruppo di lavoro sul percorso nascita tra le donne straniere, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Contatto: Laura Lauria


Obiettivi
È noto come in tutti settori della sanità pubblica, le criticità assistenziali emergano con maggior forza nelle fasce di popolazione più deboli dal punto di vista socio-economico. Questo è tanto più vero per le donne immigrate che hanno sia problemi di integrazione dovuti a modelli socio-culturali diversi che di lingua. Obiettivo dello studio è di valutare, attraverso un’indagine multicentrica coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i principali indicatori del percorso nascita delle donne straniere che hanno partorito in Italia, confrontandoli con quelli osservati nelle donne italiane.

Metodi
È stata condotta un’indagine campionaria di tipo trasversale attraverso la somministrazione di un questionario standard validato con domande sull’assistenza in gravidanza, parto e puerperio, stato di salute della madre, del neonato e informazioni socio-demografiche. La popolazione in studio è costituita da tutte le donne immigrate che hanno partorito in un periodo definito presso i centri nascita partecipanti allo studio. È stato inoltre selezionato un campione di donne italiane che hanno partorito nello stesso periodo presso gli stessi centri per un confronto. Le donne sono state arruolate prima della dimissione dalla struttura e le mediatrici culturali, appositamente formate, hanno somministrato il questionario previo consenso informato. Sono state effettuate analisi descrittive e di associazione mediante modelli logistici.

Risultati
Hanno partecipato all’indagine 18 centri nascita di 10 differenti regioni concentrati principalmente in città del centro-nord. Delle 2.213 donne contattate, 2.090 hanno accettato l’intervista (1.564 straniere e 526 italiane; tasso di rispondenza = 94%). Il 42,4% delle donne straniere proviene dai paesi dell’est Europa, il 27,6% da paesi africani, il 16,6% da paesi asiatici e il 13,4% da paesi del centro-Sud America. Mediamente le straniere sono più giovani, hanno più figli, un livello di istruzione più basso delle italiane e un terzo di loro ha una scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana. Il motivo principale della migrazione è il ricongiungimento familiare (52%). Emerge, sia per le donne italiane che per le straniere, un’eccessiva medicalizzazione del percorso nascita. Le donne straniere si rivolgono per l’assistenza durante la gravidanza principalmente al consultorio familiare (34,3% vs 6,3% italiane) ma partecipano poco ai corsi di accompagnamento alla nascita (14,8% straniere e 42,2% italiane). Tra le criticità riscontrate vi sono: prima visita oltre i 3 mesi dal concepimento (12,8% vs 5,4%); basso ricorso alle tecniche di diagnosi prenatale (12,6% vs 38,1%); ridotta informazione sulla presenza e la fruibilità dei servizi assistenziali rivolti alla donna e al bambino e su aspetti normativi inerenti il percorso nascita. Tra le donne straniere sono state riscontrate più di frequente anemia e infezioni urinarie. Sono risultati inoltre leggermente più elevati i parti pretermine e il basso peso alla nascita del bambino. Le donne straniere sono ricorse con maggiore frequenza ad una precedente interruzione volontaria di gravidanza (16,1% vs 5,8%) e, in generale, hanno ricevuto durante il percorso nascita minori informazioni sulla contraccezione.

Conclusioni
Il miglioramento dell’assistenza al percorso nascita delle donne straniere può passare attraverso una organizzazione dei servizi pubblici che garantisca continuità assistenziale, formazione del personale su aspetti di comunicazione e informazione e presenza di mediatori culturali nelle strutture.

 
© 2006-2013, Studio Immigrazione