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Punti di vista

Intervista a Khalid Moufidi,
coordinatore delle associazioni dei marocchini nel mondo Ambasciatori della Speranza ed esponente della comunità marocchina in Italia.

Alberto Colaiacomo

Signor Moufidi, lei ha invitato i suoi connazionali a partecipare alla vita politica italiana non con partiti “etnici” ma attraverso i tradizionali partiti che già esistono nel nostro Paese. Quali sono le motivazioni?

Noi vogliamo l’integrazione nel senso più ampio del termine quindi ci dovremo integrare nei partiti che già esistono, perché partecipare alla vita politica significa sancire l’esistenza e non essere di nuovo l’ultima ruota del carro. Ci sono voluti tanti anni per risolvere problemi sociali come il lavoro, la casa, l’inserimento, abbiamo combattuto con tutte le nostre forze contro l’emarginazione sociale e ora ci sentiamo pronti a partecipare alla vita politica attraverso i partiti che già esistono. Non è necessario creare un nuovo partito, che avrebbe comunque bisogno di tempo per crescere, facendoci sentire diversi. Noi siamo uguali agli altri e dobbiamo essere presenti nei partiti italiani come punto di riferimento per tutti coloro che credono in una società libera e multietnica.


Le esperienze di partiti di cittadini di origine immigrata sono poche e poco significative in Europa. Guardando alla Spagna e all’Olanda sembra invece più consistente la presenza di partiti che si rifanno all’Islam. Pensa che anche in Italia possano presentarsi casi simili?

L’Italia è un Paese laico che garantisce la libertà religiosa che tutti i partiti italiani, se democratici, difenderanno. Non serve creare un piccolo partito per difendere il proprio credo. I partiti islamici sono una piccola realtà in molti Paesi d’Europa, anche se in Italia qualcuno della comunità islamica facesse una cosa simile non avrebbe una grande influenza perché la maggior parte dei nuovi italiani d’origine musulmana ha vissuto l’esperienza dei connazionali in altri Paesi europei e ha capito che esperienze del genere non danno frutti se non quelli di generare polemiche. Abbiamo bisogno di una corretta convivenza e non di creare titoli nei giornali. A questo punto mi chiedo: a cosa serve un nuovo partito se nessuno lo vota? Non possiamo limitare le libertà di scelta dei nuovi cittadini di origine immigrata, anche loro hanno il diritto di avere idee personali e il diritto di scegliere da che parte stare. Creare un partito islamico in Italia per me sarebbe poco significativo e con una vita molto corta perché solo gli immigrati di prima generazione credono a queste ideologie ma le seconde generazioni e, in particolare tutti i nuovi cittadini che nascono in Italia e frequentano scuole italiane, si sentono italiani a tutti gli effetti e non hanno interesse a creare partiti che li rendano diversi.


Destra e sinistra all’italiana: quali sono le difficoltà di un neo-cittadino per comprendere?

Sia la destra che la sinistra hanno sempre parlato solo di politiche di accoglienza per gli stranieri ma ora le cose sono cambiate. Quasi il 30% sono già cittadini italiani ma ancora vengono considerati immigrati. Ora devono aiutarli per fargli scoprire a quale partito politico si sentono più vicini. E togliergli la paura di essere messi in minoranza o di essere esclusi o usati…


Una domanda che mi vergogno a fare ma che va tanto di moda: gli “immigrati” sono di destra o di sinistra?

Ricevo a volte questa domanda: “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?” Poi rispondono da soli dicendomi: “Sembrano uguali…”
Anche se la prima generazione di immigrati sembra essere di sinistra la verità è che la difesa dei propri diritti e quindi la legalità non è né di destra né di sinistra. Tendenzialmente gli “immigrati” non sono né di destra né di sinistra, sono confusi, e appoggeranno chi li valorizzerà e li prenderà in considerazione nel proprio programma.



Khalid Moufidi

Chi è Khalid Moufidi

Khalid Moufidi è nato a Sefrou in Marocco nel 1976 ed è arrivato in Italia quando aveva 13 anni. Tornato nel suo Paese all’età di 16 anni per lavorare con una società di costruzioni italiana è stato responsabile dei servizi generali e sicurezza Italgisas e R.F.C.C Costruzione Autostrade Marocco e direttore delle Pubbliche relazioni e segretario della General Contractor in Libia ed attualmente è amministratore della ditta Artereggio a Reggio Emilia.
È il fondatore e presidente dell’Organizzazione Internazionale Gli Angeli del Mondo, nata con lo scopo di promuovere e sviluppare la collaborazione e l’integrazione tra i popoli, e coordinatore delle associazioni dei marocchini nel mondo Ambasciatori della Speranza.


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